Pensi che non ne uscirai mai, vero? Pensi che la tua vita sia destinata a finire così, senza un perché. Pensi che ci sia gente che ha circa.... Tutto, mentre tu sei destinato così a stare in bilico tra un esame e l'altro o ancora peggio, tra un incarico e l'altro. Pensi che non ce la farai mai, soprattutto a tornare com'eri. Pensi che sia tutto qui, che non ci sia un posto per te vero? E quando hai un giorno buono, ti sale l'ansia perché... Hei, un giorno buono ne nasconde 200 cattivi... Non è così. Lunedì, il 19 (le coincidenze infami della vita) avevo un esame... Non credevo l'avrei passato, nonostante avessi studiato come una pazza. Ero tentata di non presentarmi. Chi mi conosce bene, sa perfettamente che sono onesta: alle superiori arrivavo in classe e se dicevo che non sapevo nulla, era davvero così. Mai successo di entrare e prendere 8, senza aver studiato prima (... E studiato anche tanto!). Ma stavolta non è andata così. Stavolta ero sicura di non sapere nulla, sicura che mi avrebbe mandata a casa dicendomi di tornare a luglio. ... Ebbene... 28. Avevo studiato, e lo sapevo. Lo sapeva Marco, lo sapevano i miei. Sapevano che avevo fatto del mio meglio per passare. E son stata premiata. La cosa che posso dire e consigliare è solo una: CREDERCI. FINO INFONDO, CREDERCI SEMPRE. SEMPRE. E le cose andranno nel verso giusto.
domenica 25 giugno 2017
martedì 13 giugno 2017
Capita mai che....?
Ciao... Ci siamo mai incontrati? Non lo so, ma mai dire mai... Chi sei? Io sono Giulia. Si, hai capito bene, sono Giulia: non Juls, non Callie, sono GIULIA. Ho 25 anni, soffro ed ho sofferto di depressione. Ho visto il mondo nero nei giorni brutti e grigio in quelli belli. Il nero era il mio colore più allegro. Non sentivo amore, non sentivo calore, non sentivo nulla di positivo dentro. Pensavo che la mia vita fosse destinata a finire nel giro di pochi mesi. Pensavo che le lacrime che sgorgavano per ogni minima cosa che succedeva, mi avrebbero scavato le guance e gli occhi. Pensavo che il mio cuore non sarebbe più tornato a battere. Pensavo che a nessuno importasse come stavo. Pensavo che la mia stessa esistenza disturbasse l'ordine universale, come un peso che, se tolto dalla bilancia, avrebbe fatto tornare tutto in equilibrio e quiete. Per ogni parola gentile che mi veniva rivolta, io ne pensavo altre 500 brutte da rivolgermi. Alla fine nessuno può vedere meglio di me quello che realmente sono no? Già. Solo chi mi è stato davvero vicino ha saputo e ha sofferto con me per le mie reazioni esagerate, per le mie lacrime improvvise che creavano disagio, per i miei attacchi di rabbia, per il mio isolamento, per il mio allontanarmi da tutto e tutti, per il mio essere irreperibile, scostante, cattiva e - d'improvviso - super impegnata ed egoista. All'improvviso il mondo pareva avercela con me, essermi contro in ogni modo possibile. La testa vedeva solo nero. Solo buio esagerato. Vedevo il male passare attraverso la TV e non me ne capacitavo. Vedevo il male e piangevo. Piangevo perché era l'unico modo di reagire che conoscevo. Uscire di casa, stare con altre persone in una stanza affollata era impossibile, per me, senza provare PANICO. Panico per tutto: andare dal dottore, andare a lezione, andare al bar, in biblioteca. Piangere quando sei da solo è l'unica cosa che ti consola e ti rilassa. Poi cominci a farlo anche davanti agli altri, perché non riesci a controllare più niente di te: vivi in un mondo a realtà aumentata. Vedi un cucciolo? Piangi. Vedi un film d'amore? Piangi. Vedi qualcuno che soffre? Piangi. Piangi sempre.... Non credo di aver mai bevuto tanta acqua come in quel periodo. Come - in realtà - non credo di aver mai bevuto tanto. Mojito vari usati come palliativo assieme a pillole che ogni tanto sembrano non bastare a colmare quel vuoto che senti dentro. Vuoto impossibile da riempire: quando il mondo sembra averti voltato le spalle, la solitudine è un mostro duro e difficile da abbattere. Ti senti solo anche quando sei stretto negli abbracci delle persone che ti amano di più. Loro vedono te e stan male a sapere che non possono fare nulla, tu vedi loro star male per te e ti senti ancora più in colpa di prima, non riuscendo ad uscirne da solo. Vorresti bussare alla porta di qualcuno, ma le spese varie ti fanno pensare che si, è solo un brutto periodo. Brutto periodo che non ti lascia minimamente tempo per studiare, per pensare. Ringrazi il lavoro, seppur incerto, per tirarti fuori di casa. Ringrazi le bambine che ti riempiono di regali tra un compito e l'altro. Ringrazi - stranamente- i libri per tenerti la mente occupata. Il tuo corpo non risponde... La mente dice "dai alzati!" E il corpo resta steso. La mente dice "mangia" e la bocca non si apre. Provi a mangiare qualcosa sotto costruzione... Vomiti. Oppure, ci sono quei giorni in cui mangeresti anche ciò che hai sempre odiato. Devi riempire un vuoto che non si riempie. E non importa quanto le persone ti siano vicine... Semplicemente cerchi di andare avanti. Ma alla fine, resti fermo. Questo è quello che provo, che ho provato. Pensi che sia semplice uscirne? No. Razionalmente ti rendi conto che tutto va bene.... Fisicamente, non lo credi possibile. È IMPOSSIBILE, NON CE LA FARÒ MAI sono i tuoi mantra. E li ripeti continuamente, come se ti aiutassero a salvarti... Invece no. Ti affossano più che possono. Tu ci provi ad allontanarli, ma ti stringono in un abbraccio forte forte forte, più forte dell'abbraccio migliore che tu abbia mai ricevuto. Purtroppo.
La soluzione non te la posso dare io. La soluzione è parlare. Perché quando dai un nome alle cose, queste diventano reali. E se diventano reali, si possono affrontare. Se le lasci dentro, a marcire, marciranno anche te. Ma io non voglio questo, per te. Io voglio per te una vita felice, schifosamente felice. E questo piccolo mostro non ti aiuta. Ti farà credere che ogni traguardo raggiunto in realtà sia solo qualcosa di passeggero. E che al prossimo non potrai arrivare. È una serpe infida che si annida dentro e lascia le sue uova ovunque... Nel cuore e nel cervello, nei muscoli e nelle ossa. Uccidila. Parlane. Parlane tanto, non ti vergognare, non aver paura di disturbare gli altri, di chiedere aiuto. Farti sentire solo è tutto ciò che questa maledetta bestia vuole. Farti sentire solo per divorarti lentamente. Ma tu sei più forte. Sei sempre più forte. Ammetti di avere un problema e già metà del lavoro è fatto. Lascia che le persone care ti siano vicine e lascia perdere le false amicizie. Lascia perdere le persone che ti fanno male, che ti fanno innervosire, quelle che per sentirsi bene ti devono affossare o farti credere di essere migliori di te. NON LO SONO! LORO NON SONO MIGLIORI, SEI TU CHE SEI IN UN MOMENTO NERO, e quando ne uscirai (e ti prometto che succederà) tornerai ad essere MIGLIORE di come sei ora. Nessuno è migliore di nessuno, queste sono solo persone messe lì dal destino per farti tirare fuori le palle. Credi in te stesso: so perfettamente che è difficilissimo, ma tu hai Delle potenzialità. Sfruttale al meglio, buttati a capofitto in un progetto che ti sta a cuore... E vedrai che i risultati arriveranno. Qualsiasi cosa tu voglia fare PUOI FARLA. Nessuno te lo impedisce. Anzi! In questo momento, sei solo tu il blocco di te stesso! Coraggio!!!
E se pensi di non aver nessuno... Io sono qui per te. Non sono una psicologa, non sono un dottore. Ma ne sto uscendo e posso capirti ed aiutarti per quanto poco.
Grazie di esistere e grazie di essere così speciale.
La soluzione non te la posso dare io. La soluzione è parlare. Perché quando dai un nome alle cose, queste diventano reali. E se diventano reali, si possono affrontare. Se le lasci dentro, a marcire, marciranno anche te. Ma io non voglio questo, per te. Io voglio per te una vita felice, schifosamente felice. E questo piccolo mostro non ti aiuta. Ti farà credere che ogni traguardo raggiunto in realtà sia solo qualcosa di passeggero. E che al prossimo non potrai arrivare. È una serpe infida che si annida dentro e lascia le sue uova ovunque... Nel cuore e nel cervello, nei muscoli e nelle ossa. Uccidila. Parlane. Parlane tanto, non ti vergognare, non aver paura di disturbare gli altri, di chiedere aiuto. Farti sentire solo è tutto ciò che questa maledetta bestia vuole. Farti sentire solo per divorarti lentamente. Ma tu sei più forte. Sei sempre più forte. Ammetti di avere un problema e già metà del lavoro è fatto. Lascia che le persone care ti siano vicine e lascia perdere le false amicizie. Lascia perdere le persone che ti fanno male, che ti fanno innervosire, quelle che per sentirsi bene ti devono affossare o farti credere di essere migliori di te. NON LO SONO! LORO NON SONO MIGLIORI, SEI TU CHE SEI IN UN MOMENTO NERO, e quando ne uscirai (e ti prometto che succederà) tornerai ad essere MIGLIORE di come sei ora. Nessuno è migliore di nessuno, queste sono solo persone messe lì dal destino per farti tirare fuori le palle. Credi in te stesso: so perfettamente che è difficilissimo, ma tu hai Delle potenzialità. Sfruttale al meglio, buttati a capofitto in un progetto che ti sta a cuore... E vedrai che i risultati arriveranno. Qualsiasi cosa tu voglia fare PUOI FARLA. Nessuno te lo impedisce. Anzi! In questo momento, sei solo tu il blocco di te stesso! Coraggio!!!
E se pensi di non aver nessuno... Io sono qui per te. Non sono una psicologa, non sono un dottore. Ma ne sto uscendo e posso capirti ed aiutarti per quanto poco.
Grazie di esistere e grazie di essere così speciale.
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