lunedì 24 luglio 2017

Vorrei... Part 2

Vorrei avere l'autostima di quelle ragazze che, pur non essendo Veneri botticelliane si professano strafighe e pretendono di essere al centro dell'attenzione altrui senza riserve.

Vorrei avere i capelli più lunghi, ma soprattutto che crescessero a vista d'occhio, possibilmente forti e robusti.

Vorrei avere gli occhi verdi o azzurri.

Vorrei essere una di quelle persone con intelletto smisurato che dopo aver letto un libro lo ricordano per filo e per segno come fossero esse stesse il libro.

Vorrei avere la caparbietà di Mulan quando le hanno detto "weh shisha, megliosettorniaccasa cheqqua non combini niente. Ah già! Sei anche una donna. SCIÒ!"

Vorrei saper disegnare discretamente.

Vorrei trovare la mia strada una buona volta.

Vorrei sapermi staccare dalle persone che mi fanno male senza risentirne troppo.

Vorrei una "me stessa" come dico io, non come vogliono gli altri.

Vorrei realizzare tutti i miei sogni.

Vorrei un po' di buon senso e un fegato nuovo. Quello vecchio ormai è da rottamare.

Vorrei un'applicazione che separi cuore e cervello, lasciando in standby il primo e facendo funzionare a mille il secondo.

Vorrei evitare di essere pigra.

Vorrei NON giudicare e non essere giudicata.

Vorrei saper valorizzare di più le persone che mi stanno intorno e che mi vogliono davvero bene, vorrei invece lasciare indietro le persone tossiche per la mia vita.

Vorrei guardare il mare senza paura di specchiarmici dentro.

Vorrei guardare un'alba o un tramonto in grado di commuovermi

Vorrei essere un po' felice ogni giorno. Riuscire a trovare cose piccole per cui gioire, invece che cazzate per cui incazzarmi.

Vorrei prendere un mazzo di fiori. Un mazzo di girasoli giganti o gerbere gialle e rosse.

Vorrei fare un lungo viaggio in macchina da sola.. e CANTARE A SQUARCIAGOLA.

Vorrei dondolarmi su un'altalena canticchiando le filastrocche che mi insegnavano da bambina.

Vorrei piangere senza vergognarmi dei miei sentimenti.

Vorrei stare più tempo con la nonna, ascoltare i suoi racconti anche se dice sempre le stesse cose.

Vorrei ballare sotto la pioggia e ridere a crepapelle con le persone che mi fanno star bene.

Vorrei addormentarmi in tenda sotto le stelle e svegliarmi la mattina con la faccia bagnata di rugiada e umidità.

Vorrei abbracciare ogni persona senza paura del contatto fisico

Vorrei essere spensierata per un giorno.

Vorrei correre in motorino senza una meta, solo per sentire l'aria che accarezza la pelle nuda.

Vorrei avere un cane da coccolare quando mi sento giù, da stringere a me quando sono felice e perdermi nei suoi occhi.

Vorrei baciare il muso di un cavallo dopo aver Cavalcanti per la pista per un tempo indeterminato.

Vorrei smettere di incolparmi e di sentirmi sempre in debito con Persone a cui non devo nulla.

Vorrei...

La lista è ancora lunga, ma la notte delle stelle cadenti è ormai alle porte... Ad esse affideró i miei desideri.

mercoledì 19 luglio 2017

Vorrei....

Vorrei dire che sto bene. Invece le ricadute ci sono sempre e sempre più spesso. Vorrei dire che sono felice, invece mi fa schifo tutto. Vorrei stare da sola.. e invece sono circondata da persone inutili e tossiche. Tossiche per me, tossiche per la mia mente troppo instabile e il mio carattere troppo debole per sopportare le critiche (ora come ora). Tossiche per il male che mi fanno. Ogni volta che ci parlo mi sento soffocare, opprimere il petto da un masso enorme. Come se respirassi fumo tutto il tempo. Come se non vedessi luce infondo al tunnel. Stress, ansia, panico che stranamente son rimasti a bada durante il periodo degli esami, tornano fuori e impregnano la mia giornata con la loro aura malefica. Odio tutto, odio l'essere così inutile, debole, insulsa in momenti in cui dovrei solo essere rilassata e serena. DOVREI. E invece sono qui a combattere contro i soliti mostri bastardi che mi fanno del male. Che mi strappano il cuore, che mi fanno sentire sola, che mi uccidono giorno dopo giorno. E domani, domani tornerò a dire che va tutto bene e che devo essere forte, che posso farcela. Ma oggi non è così. Oggi è tutto nero. E proprio nel momento in cui dovrei e vorrei svagarmi, mi fiondo sui libri e mi immergo nello studio matto e disperato. Tutto, pur di non pensare. Tutto pur di NON vedere, non sentire. TUTTO. Meglio soli e senza cuore che senziente.

lunedì 3 luglio 2017

Ringraziare sempre....

Una cosa che la malattia mi ha insegnato, è che devo ringraziare. Guardare, osservare e vedere. La malattia mi ha insegnato che le cose che ho sono molto più importanti di quelle che non ho. La domanda più importante, non è "cos'ha lui/lei che io non ho?" e nemmeno "cos'ho io che lui/lei non ha?". La domanda è "COS'HO CHE POTREI NON AVERE?" Tanto per cominciare...
• La vita: molte persone la danno per scontata, la vivono come se potessero sbagliare all'infinito (cosa che comunque si fa) e avere infinite occasioni. Ecco, la malattia mi ha insegnato che la VITA è una ed è degna di essere vissuta, con i suoi pro ed i suoi contro. In molti la perdono ogni giorno e noi non facciamo altro che sprecare il nostro tempo perché "tanto ne ho"... Ma che ne sai? La tua vita potrebbe finire domani, quindi VIVI DAVVERO il tempo che hai a disposizione. Vivi, perché quel che non vivi o quel che sprechi mica torna indietro.... io sono qui ora, a scrivere questo post. Eppure a gennaio, mica pensavo che i 25 li avrei passati! Pensavo avrei trovato il coraggio di porvi fine... Per poi ragionare e capire che avrei fatto una cazzata: io non sono il mio voto all'Università, non sono il fallimento che le persone vogliono farmi credere di essere. Sono io: con i miei pregi e i miei difetti. Sono io, con la mia faccia da bambina, le tette enormi, la pancia ancora di più. Sono io con le mie cicatrici, la cellulite, le mie paure e le mie insicurezze. E non posso essere meglio di così.
• Un tetto sopra la testa: anche questo lo diamo per scontato dimenticandoci di chi un tetto non ce l'ha per le varie vicissitudini che la vita spesso pone.
• Un piatto pieno a colazione, pranzo e cena(e spesso pure dopo.): Anche questa è una cosa che diamo per scontata. Buttiamo via cibo su cibo ogni giorno, pensando effettivamente che ci andrà sempre così. Non abbiamo più parsimonia in nulla, sprechiamo proprio come mamma ' cultura del benessere' vuole. Non rendendoci conto che spesso invece basterebbe molto meno.
• Amicizie e relazioni interpersonali: personalmente non posso lamentarmi, anzi. Ho un ragazzo che mi ama e stravede per me, ho amici che ci sono sempre. Durante il periodo più buio (attorno a gennaio/febbraio/marzo) ho davvero capito quanto questa bestia non veda l'ora di farti sentire isolato. Non vede l'ora di mangiare anche quel minimo di fiducia in te stesso che puoi aver maturato e ottenuto in anni di allenamento. Si nutre di paura, facendoti sentire totalmente inadeguato e impotente. Creando uno schermo invalicabile tra te e gli altri. Loro vedono te e tu vedi loro, ma è un vetro spesso, TALMENTE spesso, che non lascia passare il suono... E tu li vedi, loro ti vedono. Ma interagire è impossibile.

Impariamo a ringraziare... Ringraziare per tutto quel che succede, sia bello che brutto. Ringraziare per ciò che riceviamo, per ciò che abbiamo la fortuna di avere o di fare. Ringraziare anche solo per un sorriso. Ringraziare. È semplice e rende l'anima più leggera.