Una cosa che la malattia mi ha insegnato, è che devo ringraziare. Guardare, osservare e vedere. La malattia mi ha insegnato che le cose che ho sono molto più importanti di quelle che non ho. La domanda più importante, non è "cos'ha lui/lei che io non ho?" e nemmeno "cos'ho io che lui/lei non ha?". La domanda è "COS'HO CHE POTREI NON AVERE?" Tanto per cominciare...
• La vita: molte persone la danno per scontata, la vivono come se potessero sbagliare all'infinito (cosa che comunque si fa) e avere infinite occasioni. Ecco, la malattia mi ha insegnato che la VITA è una ed è degna di essere vissuta, con i suoi pro ed i suoi contro. In molti la perdono ogni giorno e noi non facciamo altro che sprecare il nostro tempo perché "tanto ne ho"... Ma che ne sai? La tua vita potrebbe finire domani, quindi VIVI DAVVERO il tempo che hai a disposizione. Vivi, perché quel che non vivi o quel che sprechi mica torna indietro.... io sono qui ora, a scrivere questo post. Eppure a gennaio, mica pensavo che i 25 li avrei passati! Pensavo avrei trovato il coraggio di porvi fine... Per poi ragionare e capire che avrei fatto una cazzata: io non sono il mio voto all'Università, non sono il fallimento che le persone vogliono farmi credere di essere. Sono io: con i miei pregi e i miei difetti. Sono io, con la mia faccia da bambina, le tette enormi, la pancia ancora di più. Sono io con le mie cicatrici, la cellulite, le mie paure e le mie insicurezze. E non posso essere meglio di così.
• Un tetto sopra la testa: anche questo lo diamo per scontato dimenticandoci di chi un tetto non ce l'ha per le varie vicissitudini che la vita spesso pone.
• Un piatto pieno a colazione, pranzo e cena(e spesso pure dopo.): Anche questa è una cosa che diamo per scontata. Buttiamo via cibo su cibo ogni giorno, pensando effettivamente che ci andrà sempre così. Non abbiamo più parsimonia in nulla, sprechiamo proprio come mamma ' cultura del benessere' vuole. Non rendendoci conto che spesso invece basterebbe molto meno.
• Amicizie e relazioni interpersonali: personalmente non posso lamentarmi, anzi. Ho un ragazzo che mi ama e stravede per me, ho amici che ci sono sempre. Durante il periodo più buio (attorno a gennaio/febbraio/marzo) ho davvero capito quanto questa bestia non veda l'ora di farti sentire isolato. Non vede l'ora di mangiare anche quel minimo di fiducia in te stesso che puoi aver maturato e ottenuto in anni di allenamento. Si nutre di paura, facendoti sentire totalmente inadeguato e impotente. Creando uno schermo invalicabile tra te e gli altri. Loro vedono te e tu vedi loro, ma è un vetro spesso, TALMENTE spesso, che non lascia passare il suono... E tu li vedi, loro ti vedono. Ma interagire è impossibile.
Impariamo a ringraziare... Ringraziare per tutto quel che succede, sia bello che brutto. Ringraziare per ciò che riceviamo, per ciò che abbiamo la fortuna di avere o di fare. Ringraziare anche solo per un sorriso. Ringraziare. È semplice e rende l'anima più leggera.
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